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Progetto Charmel

 

PREMESSA
La sofferenza da patologia oncologica in fase terminale coinvolge in un processo di scarsità-assenza di salute che inerisce a tutta la famiglia.
Le famiglie dei malati oncologici terminali sono chiamate ad offrire un sostegno morale e materiale al loro congiunto, con un notevole carico emotivo e un livello di stress talora pari a quello del paziente: sono un'area di bisogno sotto

questo profilo di cui si conosce ancora molto poco, se non secondo stereotipi ulteriormente celanti; in

particolare interroga quella percentuale di famiglie che nell'ultimo accomiatarsi si chiudono nel nascondimento del proprio dolore e sfuggono ai servizi pubblici e privati, sociali e sanitari del territorio.

:: ENTE PROPONENTE
La Cooperativa Sociale COMUNITÀ BETANIA, emanazione operativa della Caritas Diocesana di Vigevano, oltre ad essere soggetto erogatore  e promotore di servizi socio-assistenziali ed educativi che abbiano come centro la dignità e la promozione della persona, assume anche, secondo le modalità previste dalle vigenti disposizioni di legge, la gestione di servizi alla persona che il Pubblico intende affidare a figure qualificate del Privato Sociale è in attuazione anche del principio di sussidiarietà.

:: ENTE FINANZIATORE
Il progetto è stato finanziato ex lege 23/99 art 5 dalla Regione Lombardia nel bando per l'anno 2003 e rinnovato da Caritas Italiana per il biennio 2005-2007.

:: OBIETTIVI
- costruire un gruppo operativo professionale e di volontari di supporto alle famiglie e ai malati terminali, focalizzato sull'intervento psicosociale del counselling, del conforto morale pre e post evento e sostegno spirituale;
- concordare con le famiglie, sulla base dei bisogni raccolti, interventi di sollievo diurni infrasettimanali presso strutture ospedaliere, Ambulatorio e reparto di Medicina Generale: quali fare compagnia, imboccare, leggere giornali, piccole commissioni all'interno della struttura, etc.;   
- proporre interventi di sollievo diurni infrasettimanali presso il domicilio del nucleo familiare sostenendo i care-giver familiari nella scelta della domiciliarità della cura
- accompagnare, a richiesta, i familiari in una elaborazione del lutto pre e post evento, attraverso un sostegno psicologico

:: RISORSE UMANE
1)  Coordinatrice
- è la referente per qualsiasi informazione necessiti avere;
- valuta gli interventi da attuare - sia pratici che di supporto psicologico - sulla base dei bisogni espressi dalla famiglia e dal malato oncologico;
- coordina il gruppo dei volontari negli interventi sia presso strutture sanitarie che presso il domicilio del malato oncologico terminale.
2)  Psicologo
-  supporta i volontari strutture sanitarie che presso il domicilio del malato oncologico  terminale.
-  accompagna, su richiesta, i familiari in una elaborazione del lutto pre e post evento;
- accompagna, su richiesta, il malato oncologico terminale nel prepararsi all'evento.
3) Cappellano
- oltre alle mansioni specifiche, segnala alla coordinatrice le richieste di aiuto della famiglia e del malato oncologico terminale.
4) Volontari
- svolgono interventi di sostegno morale e materiale, sia presso strutture sanitarie che presso il domicilio del malato oncologico terminale;
- svolgono, su richiesta, sostegno spirituale al domicilio del malato oncologico terminale (le suore).

:: FINALITA'
Promuovere la salute familiare, migliorando la qualità della vita della famiglia e di malati oncologici terminali, al fine di evitare la solitudine nella presa in   carico della fase terminale, non solo sotto l'aspetto delle cure sanitarie ma anche sotto il profilo del carico morale, psicologico e   spirituale.
Creare ed attivare un'associazione familiare di auto-mutuo-aiuto (self-help familiare), in grado di farsi carico dei bisogni di ascolto e orientamento delle famiglie con malati oncologici terminali ed in particolare dei care-giver e del coniuge sopravvissuto.